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Il Manifesto di Zimmerwald

p33_12La mobilitazione contro la guerra: le conferenze di Zimmerwald e Kienthal

I punti più alti della riflessione teorica e della polemica politica sul fronte socialista e antimilitarista furono due conferenze di partiti socialisti europei tenute in Svizzera durante la guerra, nelle quali risuonò la parola d’ordine di Lenin di trasformare la “guerra imperialista” in “guerra rivoluzionaria”.

“Proletari d’Europa!

La guerra continua da più di un anno. Milioni di cadaveri coprono i campi di battaglia; milioni di uomini sono rimasti mutilati per tutto il resto della loro esistenza. L’Europa è diventata un gigantesco macello di uomini. Tutta la civiltà, che era il prodotto del lavoro di parecchie generazioni, è distrutta. La barbarie più selvaggia trionfa oggi su tutto quanto costituiva l’orgoglio dell’umanità.

Qualunque sia la verità sulle responsabilità immediate della guerra, questa è il prodotto dell’imperialismo, ossia il risultato degli sforzi delle classi capitalistiche di ciascuna nazione per soddisfare la loro avidità di guadagni con l’accaparramento del lavoro umano e delle ricchezze naturali del mondo intero. In tal modo, le nazioni economicamente arretrate o politicamente deboli cadono sotto il giogo delle grandi potenze, le quali mirano con questa terra a rimaneggiare, col ferro e col sangue, la carta mondiale nel loro interesse di sfruttamento […].

I capitalisti, che dal sangue versato dal proletario traggono i più grossi profitti, affermano, in ogni paese, che la guerra serve alla difesa della patria, della democrazia, alla liberazione dei popoli oppressi.

Essi mentono. Questa guerra, infatti, semina la rovina e la devastazione, e distrugge, al tempo stesso, le nostre libertà e la indipendenza dei popoli. Nuove catene, nuovi pesi ne saranno la conseguenza, ed è il proletariato di tutti i paesi, vincitori e vinti, che li sopporterà”.

Manifesto di Zimmerwald, 1915

(tratto dl sito http://www.silab.it/storia/?pageurl=33-manifesto-di-zimmerwald )