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Le nostre commemorazioni della Grande guerra. Il vignettista Giuseppe Scalarini


scalariniLe mostre sulla Grande guerra, indette sotto l’egida governativa, sono piene di “artisti” che utilizzarono il loro talento per promuovere la guerra, primo tra tutti l’onnipresente Achille Luciano Mautan. Quasi mai, invece, trova posto Giuseppe Scalarini che, tra l’altro, dovrebbe essere considerato il creatore in Italia della vignetta satirica politica.

Per un approfondimento su questo artista e compagno, rimandiamo alla voce di Wikipedia,  e al davvero bel sito internet  che gli è stato creato (leggiamo su Who is) da Noela Rosella Levi.

Ci basti qui accennare che Scalarini, collaboratore del quotidiano del Partito Socialista Italiano l’Avanti!, per il suo anticapitalismo ed antimilitarismo fu più volte costretto a rifugiarsi all’estero per sottrarsi all’arresto. Durante la guerra in Libia, nel 1911, con le sue vignette ed i suoi scritti denunciò il colonialismo italiano, il nazionalismo ed i suoi reggicoda.

Con l’inizio della Prima guerra mondiale denunciò gli orrori del conflitto, del militarismo e del nazionalismo. Senza mai mancare di accusare il capitalismo come mandante di quel macello, la sua matita fu feroce  con i pescecani che si arricchivano con la guerra, con il clero che benediva le armi, con la stampa che costruiva la propaganda bellicista con le menzogne, con la censura del governo, con quei socialisti-patrioti che la guerra la vollero e la difesero.

carro della vittoriaA guerra finita, la vignetta Il carro della Vittoria, pubblicata il 1º agosto 1919, riassunse il risultato dei quattro anni trascorsi. L’Italia della vittoria è seduta in una carrozzella d’invalido, è cieca e sorda, ha gambe e braccia artificiali. In grembo ha una corona di fiori per i 507.193 morti, e le sue ali sono formate da fasci di stampelle, tra le quali sono inserite le altre cifre della «vittoria»: 984.000 feriti, 120.000 invalidi, 74.620 mutilati, 26.000 tisici, 23.000 ciechi, 3.260 muti, 6.740 sordi, 4.060 pazzi, 19.600 neuropatici.

Fu tra i perseguitati dal fascismo di cui fu acerrimo nemico fin dall’inizio; famosa la sua vignetta Giuda, pubblicata su l’Avanti! dopo l’espulsione di Mussolini dal Partito Socialista per la sua posizione interventista. Mussolini viene rappresentato armato di pugnale e con il denaro del tradimento, che si avvicina silenziosamente per colpire Cristo (il socialismo) alle spalle.

Subì aggressioni fisiche e arrestato e condannato a 5 anni di confino, a Lampedusa prima ed Ustica dopo. Finita la guerra e caduto il fascismo, Scalarini riprese a lavorare per l’Avanti!. Morì il 30 dicembre 1948.avanti

In questo bel video youtube un omaggio all’opera ed all’impegno politico di Scalarini

 

La Redazione di www.centoannidiguerre.org